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A volte mi chiedo perché lo faccio.

  • Immagine del redattore: Vanessa Sion
    Vanessa Sion
  • 5 lug 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 11 dic 2025


Sì.

A volte mi chiedo perché lo faccio.

Per Chi lo faccio.


Mi perdo tra i pensieri, tra mille perché.

Sarebbe stato più comodo adattarmi.

Accettare ciò che era preconfezionato.

Fare quello che fanno tutti: adeguarmi.

Senza pormi domande, senza ribellarmi, cogliere ciò che era già disponibile.

È facile dire “sì” a un destino prefabbricato dalla famiglia, dalla società, dal mondo.


Eppure ho detto “No”.

Per tutta la vita, ho sempre detto “No”, a ciò che mi stava stretto.

Perché non ci stavo dentro.

E quando ho provato, anche solo per un attimo, a incastrarmi in un’esistenza che non mi rappresentava… Tutto è esploso, con la forza di un’atomica.


E alla fine mi ha riportata qui.


Il percorso non è rose e fiori.

A chi dice “si parte dal basso”, io rispondo: “Sei metri sotto terra”.


Forse sono più i momenti in cui sprofondi, di quelli in cui riemergi.

Ma quando torni su, e respiri a pieni polmoni, quel respiro… Rimane.


E allora comprendi:

vale la pena scendere giù.

Perché quelle profondità sei tu.


A volte mi chiedo perché lo faccio.

Per Chi lo faccio.

Quando la fatica mi piega, quando il silenzio mi abissa.

Quando le risposte non arrivano.

A volte nemmeno quelle che merito.


E mi perdo.

A volte mi perdo anch’io.

Mi sdraio a terra, disarmata.

Mi chiedo se sto sbagliando tutto.

Ma proprio tutto.

Se ne vale davvero la pena.

Mi chiedo se io valgo tutto questo.

E nel migliore dei casi, la risposta non arriva.


Così prego.

Chiedo solo di indicarmi la Via, che la mia mente offuscata non riesce più a scorgere.

“Perché mi hai guidata fin qui? Mostrami il senso.”

Chiedo un segno. Uno solo.

Mi metto in ascolto.

Scendo nel profondo, oltre la paura, oltre il merito, oltre il risultato.


Ed è proprio lì, nelle viscere nel mio Essere, che lo sento.

Qualcosa di fermo, imponente, accogliente.

Mi fido.

Mi affido.

Dolce culla mi avvolge, lieve sorriso sussurra:

“Continua.”


E poi accade, come sempre.

Mi ritrovo.

In serate come ieri, a parlare dell’unico scopo per cui sono venuta al mondo.

Tutto fluisce, ogni tassello torna al suo posto.

E io ricordo perché lo faccio.


Perché “Io Sono”.

Dunque Vivo.



Vanessa Sion

05.07.2025

 
 
 

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