VIDEO: Il disagio come esperimento sociale

Aggiornamento: 20 nov 2025
Come vivere serenamente in mezzo al mondo, senza adattarsi?
Questa domanda se la saranno posti sicuramente i pochi che, come me, hanno trovato sempre molto difficile aderire alle circostanze o al comportamento di massa.
Non per una forma immatura di ribellione, ma perché, in quanto individui, si sono semplicemente posti delle domande, invece di annuire automaticamente al pensiero unico.
Chi si pone delle domande, chi si prende il beneficio del dubbio, diventa pericoloso per gli altri.
Senza sapere bene perché, viene avvertito ed etichettato come diverso, strano (ed effettivamente diverso ci si sente).
Chi si pone delle domande, solitamente fa molta fatica a trovare un confronto allo stesso livello di coscienza, e il trovarsi inevitabilmente a vivere in un mondo cieco e sordo, a volte può rappresentare un vero e proprio supplizio.
Occorre dunque trovare una soluzione. Ma quale?
Fare lo scienziato.
Lo scienziato osserva, prende nota, ma non è coinvolto emotivamente dal suo stesso esperimento.
Osserva e descrive le dinamiche, nota eventuali correlazioni tra gli eventi.
Fine.
Ecco come dobbiamo muoverci nel mondo per vivere serenamente le situazioni di disagio: sfruttarle per osservare, per prendere nota non tanto di ciò che accade all’esterno, ma di ciò che accade all’interno Grazie all’esterno.
L’esterno è sempre e solo un catalizzatore: serve a generare o amplificare una reazione dentro di noi.
Già presente in noi, in realtà, solo in stato latente.
Dunque, se in quel momento, invece di concentrarci su quanto ci stiano sul cazzo le persone intorno a noi, realizzassimo che è il nostro migliore esperimento per testare cosa scatta dentro di noi, su cosa ancora dobbiamo lavorare, quali traumi o ferite tira fuori… Vivremmo tutto con estrema presenza e intensità.
Ma incanalate costruttivamente, con equilibrio.
Tutto il resto passerebbe in secondo piano.
Anzi, ringrazieremmo profondamente per quanto ci ha permesso di scoprire di noi stessi.
Lo sfondo del mio telefono riporta una frase: “Remind yourself: Life is a test.”
Questo è l’unico modo in cui credo si possa intendere la vita.
Anche se, a dire il vero, mi piace definirla un videogioco: con i suoi livelli, le sue sfide, e il mistero di chi ha scoperto i trucchi, per giocare con Coscienza.
Vanessa Sion
06.10.25





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